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Le 17 differenze di Mindset fra Ricchi e Poveri

Mindset: ricchi vs. poveri

Più passano gli anni e più mi convinco che, PRIMA di fare corsi/percorsi di studi che possano trasmettere nozioni prettamente tecniche, per tutti i liberi professionisti che vogliono lavorare online (ma anche offline) sarebbe necessario un corso/percorso sulla giusta mentalità (o, come si usa dire oggi, il giusto mindset).

In un paese come l’Italia, fortemente condizionato dal pensiero catto-comunista, cova un profondo odio nei confronti dei ricchi (un po’ meno verso la ricchezza e i soldi, che invece tutti desiderano). E viene curiosamente esaltato un certo tipo di “povertà virtuosa” (ultimamente unito al concetto di “decrescita felice”).

Credo invece sia utile provare a capire come pensa e ragiona il ricco (rispetto al povero), perché al pensiero segue l’azione, e all’azione i risultati. E non parlo solo di ricchezza economica, ma anche della forma mentis che va ad influenzare, in positivo, la qualità complessiva della vita.

Ho quindi preso spunto da un bel post di Matthew Kent sulle 17 Surprising Mindset Differences Between People who are Rich and People Who Are Broke, che oggi ti ripropongo qui sotto (tradotto e arricchito di mie piccole modifiche/pensieri).

I ricchi pensano “io creo la mia vita”. I poveri pensano “la vita mi capita”.

Credi di poter decidere quale direzione dare alla tua vita? Probabilmente risponderai di sì, ma le tue azioni lo confermano?

Se vuoi controllare la direzione della tua vita, agirai di conseguenza. Se non lo fai, sarai una vittima delle circostanze.

Molti credono che la vita sia un gioco del destino. “Non è colpa mia se sono povero, sfortunato in amore o sovrappeso”. In verità, come dice il proverbio, non è importante quello che ti capita, ma come reagisci a quello che ti capita.

Il primo passo verso un percorso di miglioramento è ammettere a te stesso che puoi migliorare le cose, e che sei il solo responsabile del tuo destino.

I ricchi investono soldi per vincere. I poveri investono sperando di non perdere.

Se metti soldi in borsa, in immobili o in una nuova attività potresti perderli, non c’è alcun dubbio.

Eppure il mercato azionario, immobiliare e imprenditoriale sono tutti ottimi modi per accumulare ricchezza. Sono modi per far lavorare i soldi per te, anziché lavorare come un mulo per ottenerli.

Se invece il tuo obiettivo è quello di non perdere soldi, subirai senza dubbio la perdita peggiore: quella dell’opportunità.

I ricchi si impegnano per essere ricchi. I poveri vogliono solo essere ricchi.

Tutti vorrebbero essere ricchi, ma ben pochi si impegnano per riuscirci.

Dovrai lavorare duro, assumerti dei rischi. Dovrai fare il primo passo, che tu ti senta pronto o meno.

Alzati prima al mattino. Leggi libri e studia, anziché guardare Netflix. Occorrerà un sacco di costanza e impegno quotidiano, non si diventa ricchi dal giorno alla notte. Il successo è il risultato di un lungo e faticoso percorso, come mostrato nel breve video motivazionale qui sotto.

I ricchi pensano in grande. I poveri in piccolo.

Avere una grande visione è importante per diversi motivi.

Prima di tutto, è più motivante: se sogni di arrivare a guadagnare 2.000 euro al mese (mentre oggi ne guadagni 1.500), potresti pensare che il gioco non valga la candela. Se invece punti, per esempio, a 10 volte di più, ti sentirai più motivato a raggiungere l’obiettivo.

Un’altra ragione è che ti aiuta a pensare fuori dagli schemi. Convincere qualcuno a comprare un tuo prodotto a 5 euro, richiede uno sforzo limitato. Ma pensa invece se dovessi vendere un prodotto da 500 o 5.000 euro.

Se pensi in piccolo, guardi vicino a te. Se pensi in grande guardi avanti, lontano, verso l’alto.

E anche se non raggiungerai l’obiettivo che ti sei prefissato, andrei ben oltre il punto in cui sei ora.

I ricchi sono focalizzati sulle opportunità. I poveri sugli ostacoli.

Pensa a quante startup di successo sono arrivate sul mercato negli ultimi anni. Pensa a quanti ostacoli hanno dovuto affrontare i loro fondatori.

Non solo ideare il prodotto/servizio, ma anche cose più “banali” come ottenere finanziamenti, gestire l’impresa e i collaboratori, confrontarsi col pubblico e i concorrenti.

Se ti concentri sugli ostacoli, non vedrai mai le opportunità. Anche se queste ti fissano in faccia.

I ricchi ammirano gli altri ricchi e le persone di successo. I poveri, invece, provano risentimento.

Se hai una mentalità da povero, vedi la ricchezza e il successo come una torta: se qualcuno ha una fetta più grande della tua, pensi che a te toccherà una fetta più piccola. E quindi proverai rancore nei confronti dei ricchi, perché pensi che ti portino via qualcosa di cui tu hai diritto.

Se invece coltivi una mentalità di abbondanza, ammirerai i ricchi e cercherai di emularli. Riconoscerai il valore che hanno e che danno agli altri. Non penserai che sono ricchi solo perché sono fortunati o hanno truffato qualcuno.

I ricchi si associano con persone positive e di successo. I poveri con persone negative e fallite.

Con chi trascorri il tuo tempo? Con persone che ti migliorano o ti peggiorano? Ti danno vibrazioni positive o ti soffocano con la loro negatività?

Se vuoi avere successo, allontana da te chi si lamenta di continuo. Scappa dai “vampiri energetici”.

Piuttosto isolati da tutto e da tutti, e lavora su te stesso (io lo faccio ormai da molti anni 🙂 ).

I ricchi promuovono loro stessi e le loro attività. I poveri pensano che promuoversi sia sbagliato.

Se vuoi farti conoscere, o far conoscere i prodotti/servizi che vendi, devi imparare a promuovere te stesso e ciò che hai da offrire.

Ciò non significa essere presuntuoso o arrogante, ma semplicemente mettere in mostra in modo chiaro ed onesto le proprie conoscenze, competenze e prodotti: se sei capace di fare bene qualcosa, se hai qualcosa di utile per il mercato, non aver paura di promuoverlo.

I ricchi superano i loro problemi. I poveri ne vengono sovrastati.

Il mondo è pieno di persone che giustificano in tutti i modi i loro insuccessi: è sempre colpa della politica, dell’economia, del capo che non capisce, dei colleghi che non fanno bene il loro lavoro.

Per le persone di successo, invece, si tratta solo di sfide che vanno superate.

La scelta è tua: vuoi continuare a vedere i tuoi problemi come più grandi di te, o è giunto il momento di vederli come più piccoli e superabili?

I ricchi sono molto ricettivi. I poveri molto poco.

Per realizzare i tuoi obiettivi, potresti aver bisogno d’aiuto. Se il tuo orgoglio non te lo permette, è un problema che devi affrontare.

Il vantaggio del ricevere, è anche quello di rafforzare una relazione: potresti pensare di trovarti in debito nei confronti di chi ti offre il suo aiuto, ma in realtà accettare di essere aiutato ti avvicina a questa persona.

Se non accetti l’aiuto o il confronto con gli altri, ti chiudi alle relazioni e alle opportunità.

I ricchi scelgono di essere pagati in base ai risultati. I poveri in base al tempo.

Il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo.

Se investi il tuo tempo nel creare qualcosa che puoi vendere a tante persone (come, ad esempio, un videocorso), guadagni denaro e ottieni più tempo per te. Se invece scambi il tuo tempo per denaro, ottieni soldi ma perdi praticamente tutto il tuo tempo (tipico di chi lavora sotto padrone).

Essere pagati per il risultato (anziché per il tempo) è però spaventoso per molte persone: l’idea di non essere in grado di creare un prodotto o un servizio appetibile, o di essere un consulente che nessuno vuole assoldare, è un peso troppo grosso per tanti. Che preferiscono così passare la loro vita come dipendenti, lamentandosi del loro (basso) stipendio e tenore di vita.

I ricchi pensano “entrambe le cose”. I poveri pensano “o una cosa, o l’altra”.

Pensi che possiamo vincere entrambi, o che se io vinco tu perdi? Pensi che possiamo collaborare per vincere assieme, o pensi che siamo destinati a combattere affinché solo uno dei due vinca?

Questa mentalità vale anche per quanto riguarda la gestione del tempo e delle risorse. Ti concentri sul presente o sul futuro? Su una attività, o su più di una?

A volte sarai costretto a scegliere l’uno o l’altro, ci mancherebbe, ma il tuo primo pensiero dovrebbe essere quello di vagliare più opportunità. Spesso, infatti, il successo sta proprio nella diversificazione, nel far correre più cavalli.

I ricchi si focalizzano sul patrimonio netto. I poveri sul reddito da lavoro.

Non sto dicendo che avere un buon stipendio sia un male, sia chiaro. Ma lo stipendio non dovrebbe essere la tua unica fonte di reddito.

Se hai una buona entrata fissa, dovresti metterne da parte un po’ ed investirla per fare ancora più soldi. In poche parole: fai lavorare i tuoi soldi, facendo in modo che generino altri soldi.

I ricchi gestiscono bene i soldi. I poveri molto male.

Pare che le persone con pochi soldi siano quelle con i debiti più alti sulle loro carte di credito.

In realtà fare debiti non è sbagliato, se sei capace di utilizzare i soldi presi in prestito per farne molti di più… e non per spenderli in cose inutili.

Questo concetto può essere esteso anche all’investire su se stessi: i ricchi spendono molto in corsi e libri, per aumentare continuamente le loro conoscenze e competenze. Sanno che investire soldi per accrescere il proprio know-how è il miglior investimento possibile, cosa che i poveri non fanno.

I ricchi fanno lavorare i soldi. I poveri lavorano per i soldi.

Come abbiamo già detto, i ricchi investono soldi in cose che ne producono ancora di più (come azioni, immobili, attività), mentre i poveri si indebitano e lavorano per pagare i soldi che hanno già speso.

È importante sottolineare che, per ottenere un ritorno sugli investimenti effettuati, può essere necessario parecchio tempo. E quindi è necessaria parecchia pazienza (e costanza) prima di vedere dei risultati economicamente rilevanti.

Ma quando poi parte lo snowball effect, non ce n’è più per nessuno …

I ricchi agiscono nonostante la paura. I poveri lasciano che la paura li fermi.

Se le cose a cui ambisci nella vita fossero nella tua comfort zone, le avresti già trovate da un pezzo. Ma ricchezza e successo sono fuori da quella zona.

Devi quindi fare in modo di rendere i tuoi sogni più grandi delle tue paure. Scrivili, ripetili, visualizzali incessantemente. Fai in modo di non poter vivere senza di essi.

Affrontare le paure è doloroso, ma se stare nella tua zona di comfort è un dolore più forte delle tue paure, allora hai una possibilità di farcela.

I ricchi studiano e imparano costantemente. I poveri pensano di sapere già tutto.

Tutti hanno un sogno, una visione di quello che sperano sia il loro futuro. Ma per arrivarci potrebbe essere necessario studiare ed applicarsi parecchio, e magari “accelerare” grazie alle nozioni presenti in alcuni libri (scritti da chi ai soldi e al successo ci è già arrivato da un pezzo).

Eccone 3:

Per concludere

La maggior parte dei “pensieri da poveri” ci sono stati tramandati dai genitori, dal contesto in cui abbiamo vissuto, dalle persone che abbiamo frequentato sin da quando eravamo piccoli.

Sono credenze e abitudini molto difficili da debellare, perché si sono stratificate dentro di noi nel corso di anni, portandoci ad essere quello che siamo: magari con un lavoro che non ci piace, uno stipendio che non sentiamo adeguato, una vita che ci sta stretta.

Se però riesci a sradicare questo sistema di credenze e a cambiare la tua mentalità, di conseguenza cambieranno anche le tue azioni. E in quel momento riuscirai finalmente a cambiare te stesso, a seguire la tua vocazione e a diventare la persona che meriti di essere: te lo auguro di cuore.

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